La 2G sul podio della rigenerazione urbana Grande successo al concorso “Macroscuola”
Un edificio abbandonato, dei ragazzi, degli anziani, degli studenti, dei lavoratori e dei gatti. Cosa li unisce? Un filo! Il filo del progetto che i ragazzi e le ragazze della 2 G hanno presentato al concorso “Macroscuola – Dove abita il futuro” e che ha conquistato il primo posto nell’edizione regionale.
La sfida è stata lanciata dal Gruppo Giovani Imprenditori di ANCE Toscana, proponendo alle scuole medie toscane di immaginare, ridisegnare e riqualificare gli spazi urbani dismessi.
UnITO che ci unisce è incentrato sul recupero dell'ex mercato ortofrutticolo della città, una struttura in cemento armato e mattoni sorta negli anni ’60, in stato di abbandono da decenni che nel progetto della 2G diventa uno spazio di co-living, co-working, un orto-piazza, una biblioteca, uno spazio sociale, un’oasi felina e soprattutto, un luogo di scambio tra generazioni.
“Abbiamo scelto questo edificio – spiega la professoressa Marcella Manco, che ha guidato i ragazzi nel progetto – perché ci permette di rispettare il principio urbanistico della 15-Minute City, in cui i cittadini – soprattutto i più giovani – possono trovare tutto ciò di cui hanno bisogno per studiare, svagarsi e socializzare a pochi passi da casa, riducendo l'inquinamento e migliorando la qualità della vita del quartiere”.
L’ex mercato ortofrutticolo, infatti, è vicino alla Severi ma anche a un supermercato, a un centro di aggregazione sociale (CAS) frequentato da molti anziani del quartiere e a pochi passi dalla stazione ferroviaria di Pescaiola. L’università è a circa un quarto d’ora a piedi e il centro storico a meno di 15 minuti in bicicletta.
Gli studenti si sono trasformati per mesi in veri e propri architetti e urbanisti in erba: hanno studiato l’area grazie alle tavole del rilievo fornite dal Comune di Arezzo, fatto un sopralluogo insieme all’ingegnera Antonella Fabbianelli e deciso di prevedere non solo residenze per studenti, ma anche co-living e co-working per giovani lavoratori, creando uno spazio intergenerazionale.
“Favorire l’incontro tra ragazzi, anziani, lavoratori e studenti universitari - spiegano gli studenti - è stato il filo rosso del progetto: UnITO CHE CI UNISCE, appunto. Perché ITO in giapponese significa filo, richiamando la leggenda del filo rosso che simboleggia un legame indissolubile e che per noi corrisponde alle diverse generazioni che insieme possono rendere il nostro quartiere più vivo, accogliente e unito”.
Proprio per questo è stato immaginato un intervento di re-greening con la realizzazione di un grande orto-piazza attraverso il riutilizzo di bancali che diventerebbero cassoni da coltivazione, panche e tavoli dove sedersi e parlare. Così gli anziani potrebbero sedersi tra i giovani e insegnare loro i segreti per coltivare un orto, recuperando anche la memoria del luogo.
Oltre a ciò, una nuova area verde alberata, riducendo un parcheggio per favorire la mobilità lenta e collegare i luoghi con percorsi ciclo-pedonali, e uno spazio per la colonia felina, “perché i gatti – spiegano Ludovica e Ginevra - favoriscono calma, socialità e benessere emotivo per noi umani”.
E ancora: ventilazione naturale, verde verticale, pannelli fotovoltaici, raccolta differenziata, compostaggio e vasche di fitodepurazione per irrigare orto e aree verdi, oltre a una fontana per l’oasi felina. Il tutto, però, immaginato partendo da quello che c’è: perché come spiega Ettore “non sempre bisogna buttare tutto e riniziare da capo, ma si possono anche riutilizzare i materiali e la struttura”.
Per saperne di più sul concorso: https://www.generazionecantieretoscana.it/macroscuola-2025-2026/
Evento Macroscuola
Ultima revisione il 23-06-2026





